Un sito online da tre anni, mai aggiornato dal punto di vista legale: questo è il profilo tipo che scatena un controllo o una denuncia. Le informazioni legali di un sito internet non sono un blocco di testo fisso che si copia e incolla alla creazione. Esse impegnano la responsabilità dell’editore, regolano la raccolta di dati e devono riflettere la realtà dell’attività in ogni momento.
Verificare le proprie informazioni legali: gli errori sul campo che passano inosservati
Si pensa spesso che la pagina “informazioni legali” sia sistemata una volta per tutte. In pratica, diversi elementi diventano obsoleti senza che ce ne si accorga: cambio di fornitore di hosting, modifica del numero di partita IVA intracomunitaria, o passaggio da libero professionista a società.
Il tranello più comune riguarda l’identità del fornitore di hosting. Quando si migra un sito web verso un nuovo hosting, l’aggiornamento di queste informazioni è raramente il primo riflesso. La legge LCEN del 21 giugno 2004 impone però di menzionare il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del fornitore di hosting.
Un altro punto trascurato: le informazioni di contatto devono essere realmente funzionanti. Un modulo rotto o un indirizzo email generico che non viene più controllato non soddisfa l’obbligo di accessibilità previsto dalla legge. Si può osservare come altre strutture organizzano questa trasparenza, ad esempio nelle informazioni legali di Sourires D’Enfants, dove ogni informazione è direttamente verificabile.
- Nome o denominazione sociale dell’editore, indirizzo della sede, email e telefono operativi
- Numero di registrazione al RCS e numero di identificazione IVA
- Nome, indirizzo e telefono del fornitore di hosting del sito
- Per un imprenditore individuale: nome e cognome accompagnati dalla dicitura “EI”
Se la tua attività è regolamentata (professione liberale, somministrazione di bevande, attività finanziaria), si aggiungono informazioni specifiche: nome dell’autorità di vigilanza, riferimento alle norme professionali applicabili.

Informazioni legali e RGPD: due obblighi distinti che si sovrappongono
La confusione tra informazioni legali e politica sulla privacy rimane massiccia. Le informazioni legali identificano l’editore del sito, mentre la politica sulla privacy dettaglia il trattamento dei dati personali. Entrambi sono obbligatori, ma rispondono a testi diversi: la LCEN per le prime, il RGPD per la seconda.
In pratica, si vedono molti siti che raggruppano tutto su un’unica pagina. Non è vietato, ma complica la leggibilità e l’aggiornamento. Se si aggiunge uno strumento di marketing, un modulo di contatto o un chatbot, è necessario documentare lo scopo del trattamento, la base legale del consenso e la durata della conservazione dei dati.
Consenso ai cookie: un controllo autonomo
La CNIL tratta ora la conformità dei cookie come un argomento di controllo a sé stante. Rifiutare i cookie deve essere semplice quanto accettarli: un pulsante “Rifiuta tutto” allo stesso livello di “Accetta tutto”, senza design ingannevole.
Le sanzioni pronunciate dalla CNIL nel 2025 riguardano in particolare l’assenza di base legale, la prova del consenso e la prospezione commerciale elettronica. Non si parla più solo di visualizzare un banner, ma di documentare la prova che il visitatore ha effettivamente acconsentito.
Obblighi specifici per un sito e-commerce
Un sito di vendita online accumula gli obblighi delle informazioni legali classiche con quelli del codice del consumo. Le condizioni generali di vendita (CGV) devono essere accessibili prima di qualsiasi transazione. I ritorni variano su questo punto, ma la pratica più sicura rimane quella di separare CGV, informazioni legali e politica sulla privacy in tre pagine distinte.
Il diritto di recesso, le modalità di consegna e il mediatore del consumo devono essere esplicitamente indicati.
- Condizioni generali di vendita accessibili e datate
- Identità e contatti del mediatore del consumo
- Informazioni sul diritto di recesso (termine, modalità, modulo tipo)
- Prezzo IVA inclusa, spese di consegna e modalità di pagamento

Sanzioni in caso di assenza di informazioni legali su un sito internet
Per le persone fisiche, l’assenza di informazioni legali è punibile con un anno di reclusione e una multa. Per le persone giuridiche, l’importo della multa è moltiplicato. La sanzione si applica anche alle informazioni incomplete o imprecise, non solo all’assenza totale di pagina.
Oltre alla sanzione penale, un concorrente o un cliente insoddisfatto può segnalare la violazione.
Implementare una routine di verifica
Si raccomanda di verificare le proprie informazioni legali ad ogni cambiamento strutturale: nuovo fornitore tecnico, modifica dello stato giuridico, aggiunta di un modulo di raccolta dati. Un controllo semestrale è sufficiente per la maggior parte dei siti vetrina.
L’attività repressiva della CNIL nel 2025 mostra che le violazioni mirate riguardano pratiche operative (cookie, prospezione, sicurezza, conservazione, informazione) e non solo l’assenza di una pagina statica. Le informazioni legali sono un dispositivo vivo, non un documento d’archivio.



